there is a crack in everything

Daten

– Villa Farsetti

Beschreibung

There is a crack in everything. That‘s how the light gets in.
C’è una crepa in ogni cosa. È così che entra la luce.
Leonhard Cohen

Es kracht im Gebälk.
Die apokalyptischen Reiter sind unterwegs. Trotzdem sieht der Mensch immer noch ein Licht der Hoffnung. Wegen des Risses in jeder Mauer, der Licht durchlässt. Evolution oder Hybris?

I know that for thirty years now we have been looking for ways to get out of postmodernity above or below or behind and into this present….The belief that the world used to be more manageable has always been a bogus narrative. For it was only so straight because it was viewed from a single social and global position (you know which)?

„So che da trent’anni a questa parte stiamo cercando il modo di uscire dalla postmodernità sopra o sotto o dietro e di entrare in questo presente…. La convinzione che il mondo fosse più gestibile in passato è sempre stata una narrazione fasulla. Perché era così rettilineo solo perché era visto da un’unica posizione sociale e globale, (sapete quale)?“ Kim de l ́Horizon

The answer we can give, with all the wars, earthquakes, pandemics, is that we will only survive together. We need more utopia and perhaps also magic in the world. That is why we have decided to organise a cross-border exhibition with artists from Mexico, Ukraine, Italy, Croatia, Serbia, Austria, the Republic of Buratia, Russia and Spain/USA in the Villa Farsetti, on the occasion of the 18th Architecture Biennale in Venice, to show how diverse the Viennese art scene is. Origin, sexual orientation and religion do not matter at all, we are working together on a utopian model for our future. “The eradication of these practices (witchcraft and magic) was a necessary precondition for the capitalist rationalisation of labour, because magic appeared as an illicit form of power and as a means to obtain what one desired without work: It was thus practical refusal of labour. “Magic kills industry” complained Francis Bacon.”

La risposta che possiamo dare, con tutte le guerre, i terremoti, le pandemie, è che sopravviveremo solo insieme. Abbiamo bisogno di più utopia e forse anche di magia nel mondo. Per questo abbiamo deciso di organizzare una mostra transfrontaliera con artisti provenienti da Messico, Ucraina, Italia, Croazia, Serbia, Austria, Repubblica di Buriazia, Russia e Spagna/USA a Villa Farsetti, in occasione della 18a Biennale di Architettura di Venezia, per mostrare quanto sia variegata la scena artistica viennese. Origine, orientamento sessuale e religione non hanno alcuna importanza, stiamo lavorando insieme a un modello utopico per il nostro futuro. “L’eliminazione di queste pratiche (stregoneria e magia) era una condizione necessaria per la razionalizzazione capitalistica del lavoro, perché la magia appariva come una forma illecita di potere e come un mezzo per ottenere ciò che si desiderava senza lavorare: Si trattava quindi di un rifiuto pratico del lavoro. “La magia uccide l’industria”, lamentava Francis Bacon”. Silvia Federici

How dare we reduce the body to biology? Let’s talk about the commonalities, the universalism that connect us, like bone marrow, flesh, atoms, gravity, affect. If we can understand the body in terms of its affectivity, vulnerability, fragility, sensitivity, corporeality, we can come closer to a deeper understanding of our manifestations. Empathy can be derived from understanding, but not on a biological-scientific level that wants to expose and reveal, but on a path of accepting the improbable, the inexplicable, the without coordinates. We, social beings, will come out of ourselves to find real existence in each other.

Come osiamo ridurre il corpo alla biologia? Parliamo dei punti in comune, dell’universalismo che ci unisce, come il midollo osseo, la carne, gli atomi, la gravità, gli affetti. Se riusciamo a comprendere il corpo in termini di affettività, vulnerabilità, fragilità, sensibilità, corporeità, possiamo avvicinarci a una comprensione più profonda delle nostre manifestazioni. L’empatia può derivare dalla comprensione, ma non su un piano biologico-scientifico che vuole esporre e rivelare, bensì su un percorso di accettazione dell’improbabile, dell’inspiegabile, del senza coordinate. Noi, esseri sociali, usciremo da noi stessi per trovare la vera esistenza nell’altro.

The artistic approaches are very different, as are the media used to visualise utopia and dystopia. Our goal is to regain the ability to survive together, to sustainable social change and system change. In our curatorial decisions, we try to present as many themes as necessary to initiate a broad discussion and hopefully a subsequent paradigm shift. We invite you to hope. Hope is bold, hope is radical.

Gli approcci artistici sono molto diversi, così come i media con cui vengono visualizzate utopia e distopia. Il nostro obiettivo è quello di ritrovare la capacità di sopravvivere insieme, di cambiare in modo sostenibile la società e il sistema. Nelle nostre scelte curatoriali, cerchiamo di presentare il maggior numero di temi necessari per avviare un’ampia discussione e, auspicabilmente, un successivo cambiamento di paradigma. Vi invitiamo a sperare. La speranza è audace, la speranza è radicale.

[Quelle: https://web.archive.org/web/20250623144323/https://www.bmeia.gv.at/kf-mailand/veranstaltungen/detail/seite?tx_news_pi1%5Bnews%5D=35111&cHash=cc7ae1cbee7dba14a5aff6f1e822ae83]

Beteiligte

Guadalupe Aldrete, Mila Balzhieva, Cristina Calderoni, Chiara Campanile, Carla Fausti (gemeinsam mit Paula Linda Sabbati), Paula Flores, Natalia Gurova, Markus Guschelbauer, Agnes Hamvas, Werner Jakits, Vera Klimentyeva, Isidora Kristc, Rafael Lippuner, Marko Markovic, Denise Parizek (Kurator/in), Laura Rambelli (Kurator/in), Paula Linda Sabbati (gemeinsam mit Carla Fausti), Eva Maria Schartmüller, Bojana Stamenkovic